Marcello Peres, Enrico Bante - Archeologia forense e Segunda Republica. Esumazione delle fosse comuni delle vittime del Franchi

5a0c2d6293603.jpg Author Enrico Bante and Marcello Peres
Isbn 9781492727071
File size 10MB
Year 2013
Pages 234
Language Italian
File format PDF
Category Other

Book Description:

Il lavoro qui proposto è il risultato di una impellente necessità dell'autore di conciliare lo sforzo umano, tecnico e scientifico dell'archeologia con quelle che sono le pulsioni attuali della società e le urgenze culturali e storiche aliene all'ambito accademico su cui la disciplina si è consolidata. La sempre più frequente applicazione delle metodologie e delle tecniche di indagine archeologica ai contesti di genocidio e di violazione dei diritti umani arricchisce di ulteriore significato e valore umanitario una disciplina che già di per se è abituata a scandagliare tracce umane silenziate e mappe di civiltà sconosciute, fra evidenze oggettive e fonti storiche di parte. Queste stesse mappe di civiltà possono essere oggi indagate fra le innumerevoli pieghe di una società complessa ed apparentemente iper-informata come quella attuale, affetta però della parzialità e partitarietà del dato informativo e dalla confusione della ripetitività delle informazioni con l'oggettività delle stesse. L'individuazione e l'esumazione di una fossa comune contenente le vittime di una esecuzione extralegale comportano chiaramente un grande impatto emozionale sulla società interessata ed un altissimo rischio di manipolazione informativa e di strumentalizzazione politica. In Colombia, per esempio, l'esumazione dei cosiddetti "falsos positivos" comporterà a breve l'apertura di processi per stabilire le responsabilità oggettive degli alti comandi dell'esercito, fra i quali risalta il nome dell'attuale Presidente della Repubblica, Manuel Santos. Nei Balcani l'individuazione attraverso le fotografie aeree di una serie di fosse comuni ha giustificato un intervento militare internazionale contro le milizie di Milosevic. In Argentina, l'ex dittatore Jorge Rafael Videla è stato condannato ad un ergastolo nel 1985 (ed il 22 Dicembre 2010 nuovamente condannato) per le responsabilità oggettive nella morte di trentamila oppositori. In altri casi, come quello spagnolo in cui si parla di 150.000 oppositori politici "scomparsi", l'esumazione e l'identificazione delle vittime del franchismo vengono trattate dalle Istituzioni come un anacronistico tentativo progettuale delle sinistre di dividere il paese. Evidentemente, la criticità e la drammaticità delle informazioni archeologiche ed antropologiche recuperate dalle fosse comuni del franchismo trascendono da quello che può essere il tradizionale coinvolgimento culturale (o legale!) delle Istituzioni davanti al rinvenimento di un sito archeologico. Effettivamente, nonostante il valore culturale, storico ed identitario di queste indagini, l'esumazione di una fossa comune risponde più precisamente alle necessità di verità, di giustizia e di riparazione dei familiari delle vittime. L'identificazione di un corpo occultato ai bordi di una strada provinciale ha sicuramente come finalità primaria quella di restituirne i resti ed un ricordo "dignitoso" ai figli ed ai familiari, ma in un secondo momento può sollevare interrogativi sulle responsabilità individuali o istituzionali di questo assassinio. Individuare nei testi storici e letterari dell'epoca (come si farà in questa sede) una precisa traiettoria e pianificazione politica di sterminio dietro l'uccisione di tante persone può sfociare evidentemente in un processo giudiziario contro il franchismo, come quello aperto dal giudice Baltasar Garzón nel 2008. Il grande dibattito generato da queste esumazioni e la netta presa di posizione ostruzionistica di parte delle istituzioni dimostrano l'importanza storica ed al tempo stesso l'attualità di queste ricerche, sia a livello umanitario, sia di documentazione inedita sia di crescita politica e sociale di un paese ancora alla ricerca di una identità pienamente democratica.

 

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